Questo è il mio post sui wurstel

postato il 11 Dic 2010 in Main thread
da Azazello

Se avete visto Rapunzel, leggete o non leggete questo post

Se non avete visto Rapunzel, vedetelo. Poi leggete o non leggete questo post.

Se non avete visto Rapunzel e state continuando a leggere questo post:

Se intendete vederlo, non continuate a leggere questo post;

Se non intendete vederlo, continuate a leggere questo post, ché c’è il riassunto.

Lo sapevo che avreste comunque continuato, birichini! questa è la vostra ultima possibilità di non spoilerarvi un film fantastico! no? fottetevi :D

Il film, come molti della Disney, inizia con il racconto degli eventi che precedono la storia vera e propria. C’era un fiore magico e dorato (nato da “una goccia di Sole”, che è importante) in grado di donare l’eterna giovinezza, di guarire tutte le ferite e le malattie e cose simili a chi gli avesse cantato una certa canzone, e c’era questa anziana signora che periodicamente andava dove questo fiore era piantato a farsi ringiovanire, per poi occultarlo e tenere per sé i suoi poteri.

Intanto da quelle parti nacque un regno, i cui regnanti erano molto buoni, molto bruni, molto belli, molto amati dai loro sudditi e soprattutto molto incinti. Purtroppo la futura madre si ammalò gravemente, al punto che sembrava non esserci più speranza di salvarla, e nella disperazione il regno intero si mobilitò per trovare il fiore miracoloso delle leggende. L’impresa ebbe successo e grazie al te’ ottenuto dal fiore sradicato (taglio sul come) la regina, salva, poté partorire una meravigliosa bambina dai capelli d’oro (Rapunzel).

L’anziana signora di cui sopra, però, non disposta a rinunciare all’eterna giovinezza, si intrufolò nel palazzo e, verificato che i capelli avessero le stesse proprietà, oltre che lo stesso colore, della pianta, decise di portare con sé una ciocca degli stessi. La cosa non funzionò, così la signora pensò che fosse più pratico portare con sé la bambina e nasconderla in una torre altissima, crescendola come sua ed educandola a temere il mondo esterno perché non scappasse. Il tutti gli abitanti del regno, disperati, ogni anno in occasione del suo compleanno liberano in cielo delle lanterne volanti (in segno di lutto? sperando che la bambina ritorni a casa? boh?), che di notte sono un gran bello spettacolo.

Diciotto anni dopo la fanciulla era più splendida che mai, sempre chiusa nella torre, con i capelli dalla lunghezza chilometrica (mai tagliati, chiaramente). A questo punto la ragazza esprime con la madre il desiderio di uscire dalla torre in occasione del suo compleanno (“No”), cosa che riesce ad ottenere con vari stratagemmi, e finisce per trovarsi in compagnia di un giovane e avvenente ladro/avventuriero (Flynn Rider) in cerca di gloria che promette di accompagnarla a vedere, appunto, questa fiaccolata di lanterne volanti. Da qui si intreccia la storia che vede i protagonisti Flynn e Rapunzel (accompagnati da un camaleonte drogato e un cavallo molto, molto, molto, molto, molto, molto, molto fiero) prodursi in una corsa disperata verso la capitale, in fuga dalla legge, dalla madre (adottiva) di lei e dagli ex complici di Flynn. Naturalmente la storia si evolve, i due si innamorano, c’è il classico momento tragico in cui sembra che tutto vada a rotoli, il momento della ribalta guidato dal cavallo e da un gruppo di vichinghi canterini già conosciuti verso l’inizio del film e infine la risoluzione, con la quasi-morte dell’eroe che si sacrifica per salvare Rapunzel e la vecchia madre che, sotto gli occhi impotenti della stessa, viene fatta inciampare cadere dalla torre (ma arriverà al suolo già polverizzata per l’età) per mano del camaleonte fattone. Il resto è storia: la fanciulla si dispera, le sue lacrime salvano la vita all’amato, i due tornano a casa e vissero per sempre felici e contenti (a loro detta).

Se VERAMENTE non intendete vederlo MAI NELLA VITA guardate il trailer a questo link, che gli rende abbastanza giustizia e riassume quasi tutto quello che spacca nel film in pochi minuti.

Innanzi tutto qualche considerazione generale:

In linea di massima possiamo dividere i film di animazione della Disney in tre filoni (almeno secondo me) che sono: quello delle fiabe classiche, raccontate più o meno così come sono ma omettendo i dettagli crudi e il quasi onnipresente finale tragico, costituito prevalentemente dai film più vecchi; quello delle storie nuove o comunque non classiche (tipo Alice nel paese delle meraviglie, per intenderci) di cui troviamo esponenti un po’ sparsi nella filmografia Disney; quello delle fiabe riviste (per non dire stravolte), in cui solo l’intreccio e (nemmeno sempre) il contesto di una fiaba più o meno classica sono usati come base per una storia completamente stravolta, spesso anche un po’ parodica. Rapunzel appartiene a questo terzo filone, poiché l’originale non aveva poteri magici (credo), non era figlia di un re e di una regina e non si innamora di un ladro (credo sia un bellissimo principe), per non parlare del fatto che non c’è nessuna avventura (mi pare che i due si organizzino per fuggire insieme, vengano scoperti e separati, per poi rincontrarsi per sbaglio in un deserto con lui menomato in qualche modo orrendo).

La storia, secondo me, è carina. Ha molti elementi originali che mi colpiscono favorevolmente e che difficilmente trovo in film con questo target, primo fra tutti l’assenza (eccezion fatta per due scene) di momenti tragici e statici, che onestamente mi infastidiscono. Un’altra cosa che ho apprezzato molto è lo spazio che viene dato ad aspetti paesaggistici e di ambientazione: le pareti decorate della torre di Rapunzel sono molto suggestive, come la scena (BELLISSIMA) delle lanterne o l’arrivo di Rapunzel in città, che culmina con tutto il borgo danzante al suono di una più che gradevole musica medievaleggiante; ma in generale tutto il film è costellato di ampie vedute, il che è più spesso un bene che un male. Altra cosa veramente bella, ma abbastanza tipica della Disney, è la caratterizzazione dei personaggi, che è non solo più o meno approfondita, ma anche particolare. Ho deciso, pertanto, di elencare i personaggi nell’ordine di figaggine:

1. Camaleonte drogato – non dichiaratamente drogato, ma si vede benissimo che lo è dalla faccia che fa sempre. Consigliere (lol) e unico amico di Rapunzel prima di uscire dalla torre, le resta vicino per l’intera durata del film e la difende anche, alla fine. BEST-CHARACTER-EVER

2. Cavallo fiero (molto fiero) (davvero) – eccezionale. Prima apparizione come cavalcatura di una guardia, poi nemesi di Flynn, infine elemento risolutivo dell’intreccio. Chiunque l’abbia animato è un DIO, perché per un personaggio che non parla essere così espressivo è un miracolo e lo capiamo subito, basta guardare come si impettisce appena viene inquadrato dalla telecamera. Il suo nome [ATTENZIONE: SE NON VOLETE ROVINARVI IL FILM QUESTA È VERAMENTE LA VOSTRA ULTIMA OCCASIONE] è Maximus. Non trovo parola migliore per descriverlo

3. Vichinghi canterini – vari e simpatici, coi loro sogni bislacchi. Non esattamente originali (il bruto dall’animo gentile è proprio una cosa già vista), ma gestiti molto bene

4. Flynn (Eugene) – ho un pessimo rapporto con i bellocci dei cartoni animati, perché sia quando sono buoni sia quando sono cattivi risultano un po’ forzati, anche quando non è intenzionale. Invece ho apprezzato molto che lui non esasperi questo suo aspetto e che sappia dare spazio alla personalità di lei, così come ho apprezzato il fatto che alla fine non si rivela un totale inetto (cosa che pure in genere succede), pur essendo vittima di varie sevizie (e devo dire che dal primo trailer non avevo avuto questa impressione, sono contento che quelle scene non ci siano nel film che ho visto)

5. (a parimerito) Rapunzel – se ho un cattivo rapporto coi protagonisti maschili, quelli femminili in genere li DETESTO. Rapunzel, però, è una delle poche protagoniste Disney a non essere insopportabilmente stupida/innocente/rompiscatole/stereotipata: è un personaggio sorprendentemente moderno, dalla personalità semplice e entusiasta più o meno di tutto (in perfetto accordo con la tradizione Disney), ma non risulta irritante e ha una gestualità più vicina all’adolescente medio; per capire cosa intendo, vedere il gesto che fa quando arrivano in città

6. Madre Goethel (la vecchia che vuole restare giovane) – tanto per cominciare, per una discreta percentuale del tempo in cui appare non si capisce se sia un personaggio completamente negativo. Cioè, è evidente che una persona che rapisce una bambina e la tiene chiusa in una torre come minimo non sta bene con la testa e soprattutto non è animata da buone intenzioni, ma non sono del tutto sicuro che non si sia affezionata alla ragazza, alla fine

7. Altri (re, regina, guardie) – più o meno irrilevanti, ma comunque simpatici

Un’altra cosa molto divertente è l’aspetto psicologico che, ovviamente, viene trattato in modo assolutamente implicito (o anche: “per sbaglio”) come nella gran parte dei film Disney. Riflettiamo sullo stato di Rapunzel: da bambina viene rapita, cresciuta da una madre adottiva (il che è già di per sé di interesse) e costretta a non vedere nulla del mondo, finisce per innamorarsi del primo uomo che le capita di incontrare e nell’arco della stessa giornata (verso la fine del film) non solo scopre che sua madre non è sua madre, che non l’ha mai amata (o almeno così è lecito supporre) e che la teneva con sé solo per i suoi poteri magici, ma (soprattutto) vede morire lei e l’unica persona che abbia mai amato (Flynn sembra stare morendo alla fine del film) nello stesso momento. Ecco, di tutto questo dramma nel film non c’è traccia, il che è quantomeno interessante.

Complessivamente è un film di intrattenimento (come prevedibile), molto gradevole, divertente e in nessun momento noioso o lento. Forse l’assenza pressoché totale di momenti di riflessione è uno degli aspetti più gradevoli, preferendo (io) la totale assenza di analisi interiore dei personaggi a una incompleta e improbabile che potremmo trovare in altri film simili. Lo consiglio a tutti coloro che non hanno letto questo post perché non hanno visto il film e a tutti coloro che l’hanno letto lo stesso, anche senza vedere il film, anche se probabilmente ho rovinato loro la maggior parte delle scene divertenti o belle (ma non tutte).

Venendo invece ai würstel, qualcuno di voi si chiederà che cosa c’entrino con il post. Qualcuno di voi forse c’è già arrivato. Cinema. Bravi, fuochino. Esatto, cos’altro si può comprare al banco dei popcorn, di solito? Bravi! gli hot dog! negli hot dog ci sono i würstel! bello eh? :D e visto che non voglio lasciare la vostra sete di informazione sui würstel a secco, vi dico anche una cosa che non sapevate: il nome “hot dog” ha quattro possibili derivazioni, che vi copiaincollo da Wikipedia perché non saprei riassumerle

  • Dog è la parola inglese usata per identificare non solo il “cane”, ma anche il “dente di arresto”, altresì detto “briglia”“grappa” e, più specificamente nel caso degli hot dog, questi ricordano le briglie (lunghe circa 15 cm) usate un tempo dai ferrovieri per bloccare le rotaie alle traversine di legno.
  • Il termine fu coniato da un venditore allo stadio nel 1867 che non riusciva a vendere i suoi würstel, si inventò la storia che questi erano salsicce di cane, e se ne andava in giro gridando “chi vuole le mie salsicce di cane?”, riuscendo così a far alzare le sue vendite. Poco dopo anche gli altri venditori di würstel lo imitarono, ma nell’abbreviare il suo slogan, urlavano “cane caldo!” (hot dog).
  • Quando, all’inizio del XX secolo, i New York Giants disputavano le loro partite di football, lo statunitense Henry M. Stevens pensò di distribuire tra le folle presenti allo stadio i dachshund sausages. Il nome hot dog venne dato a questi panini dal disegnatore di vignette sportive P.A. Dorgan. Egli raffigurò un panino con dentro un bassotto, associando il würstel a questo cane, che era anch’esso lungo e tedesco e dato che i venditori chiamavano la gente dicendo “get your dachshund sausages while they’re red hot” cioè “prendi la tua salsiccia mentre è ancora calda”, da lì prese il nomignolo equivoco hot-dog.
  • È nato per caso all’inizio nel 1860 si chiamava “Dachshund sausages” cioè salsicce bassotto per via della forma.

Onestamente la prima mi sembra una stronzata epica e non capisco perché sia lì. La più probabile mi pare proprio la quarta, o al più la terza xD

 

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