Diario di una caduta

postato il 5 mar 2012 in Main thread
da ad.6

TEMPO PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 0 Millesimo 000

TEMPO REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 0 Millesimo 000

 

No!

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 1 Millesimo 000

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 0 Millesimo 749

 

Madre, oggi sono caduto. Ecco su di me l’ira senza tempo di Themis, mia sorella, che è lì con le gambe aperte sulle nude rocce, fiera di essere nuovamente violentata dall’oltracotante Zeus. Gli arrise Nike fin da principio ed ora è a lui, non ad altri, che diede in pasto la tutt’altro che vergine Giustizia.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 30 Millesimo 000

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 0 Secondo 22 Millesimo 499

 

Qui ed ora li maledico dall’alto delle mie divine origini (cosa sono quelle del caprino Signore, al confronto?), qui ed ora dal basso del pozzo senza fondo nel quale vengo schiantato che non mi è né madre né padre, ma solamente oscuro osservatore di quanto Ananke dispone. Fu dunque disposto che mio fratello Kronos, l’incrollabile dio che il Cielo sottomise alla Terra, una volta al suolo fosse toccato dalle affusolate mani di Bia, di Kratos e di Zelos l’effeminato e che fosse condotto dall’indegno figlio al suo destino. Ora, qui, abbattuto che fui dalle soverchie forze dell’olimpio tradimento, fui tratto lontano da Gaia, in alto, per la potente mano di Nike stessa con salda stretta sui miei capelli, sporchi di sangue e di terra. Mi ha guardato con gli occhi cerulei pieni di disprezzo, lei che un tempo mi sorrideva, e con scherno mi ha deriso. Quel ghigno di sdegno che aveva quando mi lasciò cadere nel baratro, che le era dipinto sul volto ancora e per sempre macchiato del limpido icore degli dei, il mio odio non lo dimenticherà mai.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 2 Secondo 53 Millesimo 000

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 0 Minuto 2 Secondo 9 Millesimo 728

 

Vinto, fui trascinato alle radici del mondo, verso l’orrida voragine che porta a Tartaros, fin dall’inizio delle cose. Mi si è presentato come un’immane orizzonte oscuro, il profilo della lama di una falce (tale mi parve) troppo grande per essere distinto da una linea, un urlo del vuoto verso il vuoto udito da nessuno. Lì, non davanti alla miserabile furia di Zeus, non di fronte all’evirazione di mio padre, non di fronte allo sconforto di mia madre, ho provato paura. Ed ora è così poco il tempo trascorso dalla mia caduta e già quel cielo luminoso sopra di me è diventato un cerchio, poi, brevemente, un punto ed ora non più. Questa è Nyx, che compenetra Tartaros come lui compenetra lei, perché alcuno resti saldo dinnanzi ad un tale dispiegamento di nulla. E perché si ricordi che non da sempre e non per sempre è il Cosmo.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 3 Minuto 27 Secondo 15 Millesimo 212

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 2 Minuto 33 Secondo 35 Millesimo 875

Sono qui che fluttuo nel vuoto, senza aria, senza riferimenti nello spazio attorno. Cosa ne è stato della mia nobiltà di stirpe? Cosa più mi accomuna ai Pilastri del Mondo? Io, potente oltre misura, capace di odio quanto di intelletto senza limiti e di violenza, io che reggevo assieme ai miei fratelli le Assi del Cielo. I miei fratelli… Hyperion!

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 18 Minuto 11 Secondo 41 Millesimo 946

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 0 Ora 12 Minuto 50 Secondo 7 Millesimo 224

 

Illimitata è la conoscenza degli dei antichi, uguale e pari solamente alla loro sete di vendetta, senza argini il loro furore ed incrollabile la resistenza. Tuttavia in questa oscurità ogni ricerca è vana. Sono immerso nella stasi totale, ove solo la percezione del tempo rimane intatta, perché ancora maggiormente se ne possa soffrire. Non vi è un sopra né un sotto, né più un io o un mondo.

Eppure precipito.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 1 Ora 13 Minuto 53 Secondo 10 Millesimo 009

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 1 Ora 1 Minuto 6 Secondo 40 Millesimo 421

 

Conoscerò dunque Tartaros l’innominabile, in cui Uranos, disgustato dall’abominio nato da Gaia, relegò i figli Centimani dalle braccia possenti perché il mondo più non li vedesse. Mostruosi esseri che levati furono dall’Abisso e dalle Tenebre per combattere la guerra dei figli contro i padri, dei fratelli contro i fratelli, degli dei contro gli dei. E Kronos stesso quivi relegò i Ciclopi e certo non diede la libertà a Briareos il vigoroso, per cui adesso ben ricorderà i trecento massi che scagliava assieme a Kottos e a Gyges che sempre ha fame di battaglia. Costoro poterono ribaltare le sorti della guerra che fece tremare il cielo stesso e Tartaros (quanto è tremendo il solo nominarlo!), come Nyx che tre e tre volte l’avvolge, non ne fu minimamente sfiorato.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 4 Ora 9 Minuto 58 Secondo 52 Millesimo 308

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 2 Ora 10 Minuto 6 Secondo 14 Millesimo 902

 

È come volare rinchiusi in un’armatura di freddo metallo che isola tutti i sensi, volare precipitando al fondo, alle radici del Cosmo. Il ripugnante Tartaros è lì e non attende, perché tutto vi torna, in ultimo; è lì, lontano dalla terra quanto la volta celeste lo è da questa ed è noto e vero che un’incudine di bronzo che cada giù dalla terra solo dopo nove giorni e nove notti arrivi a Tartaros. Quivi colui che precipitò verrà squassato dall’immane procella che costantemente percuote le sue tetre ed inospitali rive ed entrato che sia nell’inospitale landa, più non potrebbe uscire dal luogo dove Tenebra alberga e che direttamente a Kaos attinge le sue incommensurabili forze. Questa, ora, è l’attesa del peggio che arriverà; quello è il puro cambiar forma senza costanza né ragione, il Disordine primigenio, il luogo di ciò che non è, orrore, per questo, di tutto ciò che è. Questo immane spettacolo mi si presenterà ed io, assieme a chi dei miei fratelli vi rimane, come figlio del Padre Uranos e della Madre Gaia, resisterò.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 6 Minuto 32 Secondo 2 Millesimo 093

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 3 Ora 16 Minuto 8 Secondo 25 Millesimo 674

 

Giovane Eos dalle braccia color dell’oro, così saluti l’ultimo giorno dei tuoi fratelli nel nostro mondo? Non vedo la tua chioma fluente sparsa su tutto il limitare ultimo di Okeanos né le tue dita rosate spalancare le porte del Cielo perché Helios possa entrare e regnarvi, nuovamente.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 23 Minuto 58 Secondo 12 Millesimo 628

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 3 Ora 20 Minuto 33 Secondo 50 Millesimo 846

 

Prossimo allo schianto, l’animo del dio vacilla. A breve tutto muterà ed anzi l’impatto terribile che mi abbatterà nel fisico già mi falcia l’animo, che per la prima volta è preda di folli pensieri (forse addirittura di pensieri) e non già del puro ardore che da Ananke è mosso ad essere e a fare. Ora è in me il dubbio e il solo immaginare ciò che verrà mi fa fantasticare sull’assurda idea che il mio Daimon, Io, possa spegnersi per non accendersi più, in alcun luogo. E ciò mi fa conoscere la paura e ancora meglio il dubbio. Tuttavia è quanto deve accadere ed accadrà.

Eppure un senso di inquietudine mi assale, senza fondamento. È breve, perché subito viene sostituito dall’odio, dall’ira violenta che provo, che definisce tutto il mio essere, che coverò in me fino al giorno in cui tornerò al mondo per gridar vendetta contro gli usurpatori, contro l’Olimpo, che crollerà così come sorse, non per il volere di Zeus, infido uccisore della propria nutrice.

Ed ecco, forte per quando mi sarà dato l’appoggio di Nyx e della spaventosa figlia, l’inevitabile Nemesis, cosa avrò negli occhi quando mi schianterò: il riso beffardo di Nike.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 0 Giorno 9 Ora 0 Minuto 0 Secondo 1 Millesimo 000

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 3 Ora 20 Minuto 34 Secondo 17 Millesimo 387

 

La conoscenza che un dio ha del mondo è infallibile, io sono figlio del Cielo e della Terra e in nove giorni l’Abisso viene raggiunto. La spaventosa conclusione è una: questa non è la via per Tartaros. È uno sterminato corridoio che non ha fiaccole alle pareti perché non ha pareti, ma solo un’oscurità più opprimente di mille muri e più densa della fanghiglia trascinata tra le paludi di Eridanos. Per la prima volta mi trovo veramente all’oscuro.

Non posso far altro che attendere saldamente che arrivi dove è necessario. Questo l’inevitabile, questo il fluire degli eventi.

Madre, non sono mai stato tanto lontano da te.

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PERCEPITO

Anno 0 Mese 3 Giorno 23 Ora 4 Minuto 30 Secondo 17 Millesimo 839

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 3 Minuto 17 Secondo 17 Millesimo 512

 

La mia è un’ipotesi, una tremenda ipotesi. Quando fui gettato in ciò che pareva essere l’orrida voragine di Tartaros Nike sorrise perché in atto metteva la sua più grande rappresentazione, conscia che l’Abisso di Tenebra non l’avrebbe appieno soddisfatta. Così, mossa dalla smania di grandezza e in primo luogo da Zeus vorace di potere, ordì per i titani un fato che solo ad essere pensato scosse nel profondo le radici di Gaia, per cui ne soffrì indicibilmente. Essi sarebbero sprofondati in eterno nell’oscuro, sarebbero stati condannati alla pena definitiva, ovvero al non cambiamento, ad essere infine fuori dall’ordito del Destino. Quale l’essere mortale il cui filo venga sì preparato da Clotho, ma che, una volta arrivato nelle mani di Lachesis, le sfugga dalle dita scomparendo e che così non arrivi più alle ineluttabili cesoie di Atropos; tali ora noi siamo (forte è il mio timore in questo senso), senza più un destino, un fine, una speranza, devoti al non mutare oltre, che vuol dire, per gli immortali, ciò che mai ad alcuno accadde.

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PERCEPITO

Anno 1 Mese 11 Giorno 20 Ora 19 Minuto 3 Secondo 55 Millesimo 230

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 20 Minuto 26 Secondo 18 Millesimo 796

 

Ora capisco. Tante e tante volte ho ripercorso, sprofondati nell’insanabile odio, gli eventi che mi portarono al declino e solo ora ho rivisto nel ricordo l’orlo di ciò che mi parve l’ingresso all’Abisso dei puniti. L’ho visto, ancora una volta, e quale fuggevole ombra abitante i tetidi fiumi mi è apparsa la figura di un lunghissimo falcetto.  Ora dunque capisco la crudeltà di Zeus Tiranno, di Zeus Traditore. Sul capo di Kronos, suo padre, precipitò una duplice pena: la primordiale di sprofondare in Tartaros e il contrappasso di ingurgitare tutti i titani che gli lottarono al fianco. Egli, infatti, deve, perché così proclamò Ananke, cadere fino al fondo di Tartaros, ma a noi fu prescritto di sprofondare infinitamente dentro di lui, così che lui, gonfio e dolente per la colpa commessa e per la quale viene punito, e noi, persi in lui come si ritenne (parzialità indegna di Themis) che fossero i nostri giudizi nel suo al tempo della Guerra, affoghiamo in Kronos, in Tartaros e in Chronos per sempre.

Questa è la consapevolezza dell’eterno, questa è la stasi e questa è la fine di tutte le speranze e la ripugnante coscienza di ciò. Prima era un futuro, ora non più. E vi fu in passato chi poté essere tratto da Tartaros e che ricolmo dell’astio giustamente covato in sé per ere indicibili esplodesse contro il Cosmo e gli dei; ma come può finanche un dio essere salvato dal Baratro se al Baratro non è mai giunto e mai giungerà?

Questa consapevolezza e l’ira di vendetta e del Daimon che è in me ed è me sono la base della mia divina resistenza.

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PERCEPITO

Anno 1513 Mese 1 Giorno 17 Ora 1 Minuto 29 Secondo 5 Millesimo 745

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 23 Minuto 59 Secondo 43 Millesimo 104

 

Oggi la mia divina resistenza ha vacillato. Perché?

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PERCEPITO

Anno 21968 Mese 7 Giorno 21 Ora 14 Minuto 43 Secondo 0 Millesimo 192

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 23 Minuto 59 Secondo 58 Millesimo 836

 

I ricordi si fanno ricordi di ricordi.

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PERCEPITO

Anno 20953104 Mese 2 Giorno 4 Ora 0 Minuto 1 Secondo 0 Millesimo 117

REALE

Anno 0 Mese 0 Giorno 8 Ora 23 Minuto 59 Secondo 59 Millesimo 998

 

Ricordo che per un tempo sterminato ricordai di essere disperato. So di essere intrappolato e tutto si fa lentamente indistinto e sbiadito. Tutto. Il dubbio si insinua e suggerisce che tutto quanto era il passato sia stato un sogno ed anzi così è. Dopo un tempo così sconfinato tutto diventa grigio e grigi diventano anche i personaggi dei miei sogni: Kronos diventa uguale ad Hades, il burattinaio al burattino, il dio all’animale. Ed io? Chi ero nel mio sogno? Il vincitore o il vinto? Il dio o la fiera? Come quando ci si sveglia dal torpore del sonno, ormai non ricordo più e resto, uguale a me stesso, per sempre, nell’oscuro lido che mi generò.

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Il corpo di Kronos, alla fine della nona sera, dopo il nono giorno, si schiantò contro il duro suolo di Tartaros col fragore del tuono che ve lo aveva gettato.

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Una facile missione palingenetica

postato il 29 feb 2012 in Main thread
da Vobby

Decidendo arbitrariamente che la questione che voglio sottoporre a voi, stimati colleghi autori, e a voi, numerosi e affezionati lettori, abbia qualcosa a che fare con il primo argomento trattato su questo blog (no, non lo sbiancamento anale, il due), passo subito ad illustrarvi i termini del problema.

Il due è ovviamente duplice e perciò eminentemente ambiguo. E’ composto da due (!) membri e, comprendendoli, li supera. E’ qualcosa di altro da loro, ma non può prescindere da essi. Un due può essere la coppia uomo-donna, il dinamico duo di batman e robin, il cioccolato e la nocciola che formano i pan di stelle. Loro hanno unito efficacemente i due termini riuscendo a diventare una nuova, originale e sublime unità.
Capite bene però che per quanto la sintesi fra uomo e cioccolato possa funzionare benissimo, ed essere anzi appetibile (e appetitosa), quella fra batman e nocciola lo è un po’ meno. Sembrerebbe quindi che ci siano degli uno destinati a non formare mai dei due. Forse però questa è solo apparenza. Forse a batman può piacere la nocciola, ed è proprio questo il nocciolo (sono stato appena punito con crampo folgorante al bicipite femorale sinistro) della questione.
Gli uno di cui parleremo, introducendo così la nostra missione palingenetica, sono la società e il piacere.

A me (e a diversi altri) sembra che il piacere sia stato sacrificato sull’altare della società.
Esso, il piacere, è eminentemente egoistico. Il suo sentimento è un luogo solitario, che se certamente è raggiungibile in due o tanti, è sempre singolarmente esperibile. Esso ha perciò alcuni problemi di compatibilità con la dimensione collettiva della società: fuori di casa mia, ci saranno probabilmente altri individui in competizione con me per la conquista di diversi oggetti del desiderio. Probabilmente ce ne sarebbe per tutti, ma se di biscotti, per esempio, ne voglio tanti, perchè il mio desiderio è illimitato, come faccio a vivere in una società in cui i biscotti devono essere per lo meno parzialmente distribuiti?

Si è pensato di risolvere il problema con la morale. La morale è semplicemente la domesticazione del principio del piacere ai fini della vita collettiva. Pensate a Socrate, che nei dialoghi platonici cerca di convincerci che il bene sia diverso del piacere: il suo tentativo è quello di diffondere una morale diversa tanto dall’etica della moltitudine, per sua natura incline al conflitto, tanto a quella dell’aristocrazia, incline alla sopraffazione in base alla legge del più forte. Perchè il pericolo di lasciare troppo spazio al perseguimento del piacere all’interno della società è questo: che il mio privato desiderio di godimenti carnali (i biscotti) diventi nello spazio pubblico perseguimento di potere e dominio violento (per avere così tutti i biscotti che voglio).

E quindi, continua Socrate, subire ingiustizia è meglio che commetterla ed essere puniti è meglio che sfuggire alla legge. E’ doloroso, ma che importa, il dolore non è il male, perchè non è il piacere a essere il bene.

Inaspettatamente, la morale interessa ambiti diversi oltre ai biscotti: il sesso, la famiglia, il galateo, l’etichetta… per arrivare alle usanze religiose e al rispetto della legge.

Sembra funzionare, ma c’è un piccolo problema: privandosi del piacere si potrà forse condurre una vita all’interno di una società, ma in questo modo, evidentemente, questa vita non sarà piacevole.
La monogamia, ad esempio, e l’istituzione familiare nel suo insieme non sono qualcosa di naturale (checchè ne dica una certa legge), e possono provocare ogni tipo di frustrazioni, sfocianti anche in turpi atti di violenza.

Perciò, ecco sintetizzati i termini del problema: la morale costituisce un limite al libero sviluppo e alla libera espressione delle nostre facoltà. Stesso dicasi per le leggi, convenzioni con carattere autoritario. Ma è proprio grazie alle convenzioni, morali e legali, che è possibile la vita pubblica.

E’ possibile la società edonista? Quale società può evitare di porre limiti alla libera ricerca del piacere? Questa società è diversa da un caotico inferno di violenza e sopraffazione, che di piacere ne porterebbe solo a pochi?

La domanda è difficile, ma confido nel vostro genio! Dopotutto la questione è cruciale e merita ogni sforzo per essere risolta. Fatto questo, potremmo essere tutti più felici.

P.S. Forse ho sintetizzato un po’ troppo, ma ho il sospetto che sia un bene… Dopotutto, se non da risolvere, è un problema semplice da spiegare.

Un tremito nella forza.

postato il 28 feb 2012 in Main thread
da Deluded Wiseman

Quando questo argomento fu proposto, in quella discarica tossica che sono le nostre menti si accese una lucina. Anzi, si può dire, esagerando in cinismo, ma poi neanche tanto, che qui si tratta di uno di quei vocaboli appartenenti alla ristretta cerchia di parole che, morte ormai le ideologie, le passioni, le speranze e quant’altro, è capace di accendere una lucina, anzi, un autentico fuoco di segnalazione nella pigra tenebra delle nostre menti. E quello che illumina, il suddetto fuocherellone, è un numero sinceramente indecoroso di ore passate con la testa immersa, in guisa di struzzo, in un universo che i più stolti direbbero futuristico, ma che i veri credenti sanno essere più antico delle stuppolaggini studiate al liceo.

“Farò un post su Star Wars.” Tagliamo corto, ecco quello che tutti abbiamo pensato. Avevamo già qualche ideuzza in mente. Almeno, quelli che non hanno dovuto spegnere lo schermo e andare fuori a prendere una boccata d’aria e schiarirsi le idee. Che cazzo sono i Midichlorian? Che bisogno ce n’era? Il panzone si è reso conto o no che è come far saltare fuori che la santità dipende dal quantitativo di Gesùene nel sangue? Basta, basta.

Bè, comunque è durato poco. “E’ ammesso un solo post su Star Wars.” Ecco quello che, invece, pensava Vobby. Un po’ come con quell’ultimo panzarotto sul vassoio che nessuno si azzarda a toccare per decenza, chè va bene 13 panzarotti, ma 14 veramente è un’esagerazione, certa gente non si sa dare un limite, guarda, nessuno si è più azzardato ad avvicinarsi al post su Star Wars. Insomma, se voleva farlo X poi mi dispiace, e se Y aveva in mente il miglior post su Star Wars della storia? Perché mettersi lì a fare un post sulle abitudini igieniche degli Ewok o azzardare teorie sulla traspirazione nelle armature degli Stormtrooper quando magari qualcun altro era pronto a spiegarci la verità sui Midichlorian?

Scusate, devo prendere una boccata d’aria.

Anche io, quando oggi mi sono seduto davanti al pc, totalmente privo di idee, per cercare di recuperare questa occasione di postare sprecata, non volevo fare un post su Star Wars. E non voglio farlo neanche ora. Forse il motivo dell’assenza di un post su Luke e compagni, non è da ricercarsi nella questione di galanteria da me previamente descritta, e comunemente nota come “o’muorzo r’a vergogna”, ma nel fatto che un post su SW è dannatamente difficile. Non voglio esagerare, chi mi conosce sa che sono, sì, un azzeccato, ma non dei peggiori; però fare un post sull’esalogia più celebre della fantascienza è un po’ come fare i conti con una parte della propria infanzia/adolescenza, con una porzione non trascurabile dell’immaginario pop mondiale o, volendo attenerci alla lettera dell’argomento, con quella che probabilmente è la cosa più simile alla religione fra i miliardi di minchiate nelle quali fluttuano i vostri neuroni. Proprio qualche giorno fa sentivo una ragazzina inglese di 14-15 anni scherzare dicendo di usare la Forza all’amica che tentava vanamente di recuperare una pallina da ping-pong sotto finita sotto un tavolo. Insomma, quante cose vi accomunano ad una ragazzina inglese di 15 anni, e, contemporaneamente, ad un esercito di ciccioni sociopatici,  di insospettabili ed affermati padri di famiglia e lavoratori con la spada laser nel ripostiglio, di bambinelli che si vedono uscire “cucchiai laser” dai cereali?*  E poi bisogna fare i conti con i Midichlorian. O, più in generale, con tutti i difetti e le debolezze che volete trascurare perchè i grandi amori vanno oltre certe piccolezze, ma che non potete davvero ignorare se iniziate a trattare con un minimo di serietà l’argomento. Sicchè, ripeto, questo non è un post su SW. Allo stesso tempo, non può non esserlo almeno in parte. Si dà il caso che, proprio sotto al mio monitor, faccia bella mostra di se un DVD di “Star Wars Ep. IV- Una Nuova Speranza”, edizione limitata in digitale e “video superiore”(sic). Come il Millennium Falcon verso quella strana luna, il mio sguardo viene ineluttabilmente astratto verso la copertina.

 

Quella specie di Nino D’Angelo che, dismessi jeans e maglietta in favore di una meravigliosa tuta da pseudo-karateka campeggia in primo piano con sguardo vispo e sveglio. Sì, proprio lo sguardo da Prescelto che porterà equilibrio nella Forza. La principessa Leia, che impugna un fucile laser, ma pare che stia cercando di fare benzina al self-service con scarso successo. Padre Pio che compare, più santinoso che mai, alla destra di Indiana Jones. Sì, Obi-Wan da Pietrelcina, proprio il viso che io, e non sto scherzando, per tutta l’infanzia ho associato a Dio nelle mie preghierine. Dietro questo ameno gruppetto, la prova vivente di quanto Qui-gon Jinn sia un pesce sopravvalutato stringe nelle mani l’arma più fica della storia della sci-fi, seppur in un’incarnazione ancora un po’ pezzente, del tipo che a guardar bene la versione giocattolo che mio padre di portò in dono dalla terra dei cheeseburger, ormai più di dieci anni orsono, è molto più realistica e accurata.

Eeeh, insomma, forse in questa copertina, epica e un po’ ingenua, maestosa ma un po’ arrangiata, i motivi per cui impossibile fare un vero post su questo film o sul background mistico dei suoi personaggi, per me è impossibile è.  Boh. Magari se me li rivedo tutti per la ventesima volta mi viene in mente qualcsosa di figo, vassapè.

*http://kelloggsmaniac.blogspot.com/2012/01/cucchiaio-laser-di-star-wars-in-regalo.html

 

Una forza insolita

postato il 8 feb 2012 in Main thread
da Azazello

La forza di decidere, tanto per cominciare. Con cui intendiamo, naturalmente, non solo la capacità di costringere se stessi a scegliere tra diverse possibilità, quanto la forza materiale di supportare questa scelta e quella psicologica di rivendicarla con orgoglio – perché una scelta che non possiamo giustificare innanzi tutto a noi stessi sarà sempre una scelta sbagliata, indipendentemente dalle alternative tra cui l’abbiamo selezionata.

Poi la forza di accettare. Accettare la realtà per come è, senza lasciarci influenzare dalla sbiadita immagine di un sé ideale, ma soprattutto liberi dalla paura di non poter dimostrare a noi o agli altri la realtà di cui abbiamo preso atto. Un’accettazione attiva, che non sia mossa dalla disperazione per l’insuperabilità di un’inadeguatezza, ma dalla propulsione a edificare su una solida base di oggettività e consapevolezza un futuro che sia vivibile con serenità, un futuro accogliente.

Quindi, la forza di ammettere. Non un’ammissione sociale, ma formativa, che corrisponda al superamento della barriera opposta da pigrizia e modestia all’accettazione di noi stessi. Un’ammissione universale, ma anche specifica in ogni suo aspetto, che sia proiezione nel mondo della coscienza di sé e solo incidentalmente pubblicità per un pubblico poco introspettivo.

A questo punto, la forza di agire. Il vero e proprio superamento dell’inerzia, distruzione della cappa di stasi che si mostra tanto più placida e rassicurante quanto più deve nascondere i nodi con cui lega ogni cosa in una fermezza assoluta. Capacità, quindi, di superare l’illusione di stabilità continuamente presentata dallo status quo; di discriminare il futuro, ignoto perché ancora privo di definizione e limiti, dal prossimo presente, ignoto per ignoranza o per il rifiuto di accettarlo, e di scegliere il primo con forza, apprezzandone l’incertezza con il proposito di direzionarne lo svolgimento qualora necessario, senza il vincolo della pigrizia e dell’insicurezza.

Infine, la forza di essere. Perché non è facile costruire un futuro che sia soddisfacente o un sé che sia comodo, ma più che mai è difficile essere ciò che si è, al di là del tempo e dell’umanità. E senza essere, come si fa a diventare?

La forza di tornare indietro

postato il 3 feb 2012 in Main thread
da ad.6

La forza. Anzi, la forza! Vi siete mai chiesti quanta forza ci voglia per scrivere un post? O, ancora, vi siete mai chiesti quanta forza ci voglia per non scrivere un post pur volendolo fare a (quasi) ogni costo? Ebbene, questo è ciò che principalmente mi muove o mi lascia fermo ogni mese, nel conflitto delle priorità della vita. Ma mi (ci) muove anche l’egoismo e tralascio i vari commenti più o meno scontati sul tema. Ho in effetti pensato a me e più volte mi sono avvicinato allo scrivere, al prendere appunti, mi sono avvicinato all’avvicinarmi. Il tempo forse l’avrei trovato, ma non il coraggio, non la forza di abbandonare tutto (anche il relax) per scrivere un post. La cosa può anche essere vista come responsabilità, va! Questo mi dà un conforto discreto, quando non del tutto soddisfacente.
Ok, la cosa che non mi piace dei libri è che non sono a prova di spoiler, mi spiego: non parlo del fatto che si possano leggere le pagine finali o sciocchezze del genere, ma parlo dell’inevitabile coscienza che la fine sta arrivando, cosa per cui sai che non ci sarà spazio per altro, che non accadrà più niente di tanto notevole. Il che è un fastidioso per quanto leggero spoiler. Tutto ciò è nato per la semplice considerazione che questo mio post sulla forza, che è anche un post introduttivo per l’argomento del mese, è breve e sta in una sola schermata. Ciò, assieme alla visione che da qui avete della fine del post, vi induce giustamente a pensare che ben poche cose sensate verranno dette. E, soprattutto, ben poche cose e basta. (A proposito di forza, questo sproloquio su spoiler&Co sembra tanto una forzatura, quanto la stessa “forzatura” lo è per il termine “forza”! Su qualcosa del genere sarebbe potuto uscire un buon post sulla forza).
Eh, “sarebbe potuto”! Ma allora, miei ottimi, visto il di cui sopra egoismo, vista la quantità di argomenti passati, vista la quantità di argomenti mancati (!), visto che mi era anche passato per la mente di usare la forza per fare una “scelta coraggiosa” parlando di tutt’altro, sarebbe bello se l’argomento di questo mese fosse il recupero di argomenti passati. Semplicemente lo scrivere un post su qualche argomento su cui avevate qualcosa da dire e non l’avete fatto. Chiaramente il mio argomento capita di febbraio, che è il mese della morte universitaria finale, ma il mio potere solo una volta ogni morte di papa ce l’ho. Quindi che sia!

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