I Sette Pilastri della Saggezza

postato il 25 nov 2010 in Cazzi e mazzi personali
da Vobby

No, vabbè, è più una curiosità, guardate qui:

Lunedì           Monday          Montag
Martedì         Tueasday       Dienstag
Mercoledì    Wednesday   Mittwoch
Giovedì         Thursday       Donnerstag
Venerdì        Fryday            Freitag
Sabato           Saturday        Samstag
Domenica    Sunday            Sonnstag

Probabilmente avrete notato una certa somiglianza fra i giorni della settimana in inglese e tedesco, ma se avete fatto attenzione di certo non vi è sfuggita una interessante analogia fra i significati dei giorni di queste due lingue germaniche con l’italiano.

Lunedì è il giorno della Luna, come monday (moon) e montag (mon)

Martedì ha questo nome in onore del dio Marte, Dienstag dovrebbe significare qualcosa come “giorno di lavoro”, e l’analogia c’è perchè marte era innanzitutto un dio dell’agricoltura, per quanto riguarda Tuesday francamente non ricordo.

Mercoledì è Mercurio, ma non pensate al dio dei ladri, piuttosto ricordate quello della poesia e dell’astronomia, così vi verrà in mente Woden, Wednesday, il giorno di Odino. Mittwoch significa banalmente “metà settimana”.

Giovedì prende in nome dal tonante Giove, Thursday ha la stessa radice di Thor, e Donner significa direttamente Tuono, pensate un po’.

Venerdì deriva da Venere, che non è dea solo dell’amore, ma è in origina una divinità sanguinaria e violenta, e così infatti la venerava Silla. Fryday e Freitag vengono da Freya, non a caso cioè dalla principale divinità femminile del pantheon norreno.

Sabato non mi ricordo, temo sia un nome dato dai cristiani. Però non è arduo capire che Saturday viene da Saturno (il che è strano, anche Saturno è assimilabile a Odino, in quanto padre del dio del tuono). Samstag non lo so, il traduttore di google non mi è d’aiuto, prometto che mi informo.

Domenica è decisamente un nome cristiano, ma il significato non cambia: Dominus è il signore , il dio cristiano, si, ma sun e sonn significano Sole, nient’altro cioè che il signore del cielo. Ecco un’ennesima testimonianza dello sporco gioco dei cristiani, che mantengono la forma dei culti pagani per appagare il popolino mutando però la sostanza del credo.

Tutto questo si spiega solo in parte con la dominazione latina dell’Europa, dal momento i romani mai superarono il Reno, e che quindi non avrebbero dovuto influire su un elemento di cultura così basilare come i nomi dei giorni della settimana dei germani, neppure durante le invasioni germaniche e i regni romano-barbarici. Anche perchè venerdì, per esempio, non è venerdien ma Freitag: le due parole non hanno alcuna assonanza, non sono frutto di un’assimilazione culturale di vocaboli stranieri.

Il significato dei nomi qui è essenzialmente religioso, e le analogie sembrano dare credito all’ipotesi di una singola antichissima religione dalla quale si sono originate sia quella romana che quella norrena. Anche il numero stesso dei giorni potrebbe essere dovuto a cause religiose (non ditemi che avete già scordato i fratelli di Achille!). Sono pronto a scommettere che si troverebbero somiglianze simili anche andando a cercare i nomi dei giorni ebraici ed egiziani.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità, ciao a tutti e buone cose!

15 commenti to “I Sette Pilastri della Saggezza”

  1. avatar Azazello scrive:

    Due cose: “FrIday” (non “FrYday”); “Sabato”, per quanto ne so, viene dall’ebraico e significava una cosa tipo “Riposo”. Per il resto sarai felice di sapere che io e ad6 (lui prima di me, ovviamente) notammo che anche in giapponese c’è una vaga somiglianza. A parte i due caratteri uguali che significano “giorno della settimana” (credo), quello a sinistra vuol dire:
    月曜日 Luna <- ovvio
    火曜日 Fuoco <- l’analogia è facile, anche se non so quanto sia valida
    水曜日 Acqua <- boh
    木曜日 Legno <- boh
    金曜日 Oro <- boh
    土曜日 Terra (ma anche Turchia :°D) <- boh
    日曜日 Sole <- ovvio

    Forse un senso l’avevamo trovato anche agli altri, ma ora come ora non mi sovviene

  2. avatar Vobby scrive:

    Io sbaglio sempre un sacco di cose, frYday è proprio brutta, se vi capita di vedere altri orrori correggeteli pure personalmente che sabato voglia dire riposo in ebraico effettivamente è molto sensato. Per il resto, fico, non pensavo che queste somiglianze arrivassero fino al giappone, credevo si fermassero al Mediterraneo o al limite all’India. Ora dovrei proprio studiare, ma appena posso mi studio i giorni etruschi, minoici ed egizi.
    No, lo farò proprio ora.

  3. avatar ad.6 scrive:

    Sì, il “giorno della frittura” XD!
    E sabato viene proprio da shabbat, come saprete tutti. “E Dio il settimo giorno si riposò”.
    Invece i giorni con pianeti ed ordine associati sono tutti di origine indoeuropea e sono associati non alle divinità ma agli astri, come è plausibile che sia per quanto riguarda il computo dei giorni e degli anni. Ovviamente quando un popolo identifica il dio con la “stella” il significato divino immanente può prendere il sopravvento. Quindi i giorni sono proprio quelli romani (o quelli greci o quelli sanscriti), solamente cambiati ed adattati da ogni popolazione a seconda delle usanza, semplicemente perché il dio del fulmine ce l’avevano già, ma si chiamava Thor o Giove [notare la prevalenza del significato attribuito agli dei, tanto da associare Mercurio (più che altro il Mercurius ter Maximus ossia Ermete Trismegisto) ad Odino e Giove (fulmini!) a Thor].
    Altre lingue che non hanno avuto niente a che fare con popoli del genere i giorni, spesso, più semplicemente li contano.
    Invece è interessante la questione Giapponese, che ho scoperto pian piano: i nomi dei giorni sono presi dalla cultura astronomica cinese ed hanno quindi a che vedere con gli astri di cui sopra. Probabilmente per una questione di importanza astronomica (prima il Sole e la Luna, poi Marte e poi boh) sono stati collocati esattamente come li abbiamo noi, o come li avevano tutti gli altri. I legami erano, appunto, quelli che avevano i pianeti con gli elementi: ovviamente Luna e Sole erano troppo immensi per dover essere paragonati a qualcos’altro, invece Marte viene detto “la Stella di Fuoco”, Mercurio “la Stella d’Acqua”, Giove “la Stella di Legno”, Venere “la Stella d’Oro” e Saturno “la Stella di Terra”.

  4. avatar Vobby scrive:

    Potrei sbagliarmi, ma fuoco, acqua, legno, oro (metallo) e terra non sono i 5 elementi del taoismo? i cinesi hanno associato i 5 pianeti visibili a occhio nudo a delle “potenze” della loro cultura religiosa, come hanno fatto prima di loro i greci. Tieni presente che la settimana latina deriva dalla greca, e i greci diedero ai giorni direttamente i nomi delle divinità. In ogni caso io tendo a identificare il discorso religioso con quello calendariale, perchè lo studio del calendario presso gli antichi si inserisce interamente nella cultura religiosa, e di contro la religione si esplica nella ripetizione del rito in certi periodi dell’anno. Religione e calendario sono sinonimi. Non penso che Ermete ter Maximus sia inserito in questo discorso, è un personaggio mitico troppo tardo per esserlo, e nasce in un contesto di sincretismo religioso ben diverso da quello di cui parlavo nel post.

  5. avatar ad.6 scrive:

    Sì, ecco, quelli sono gli elementi del taoismo, che a quanto leggo sono ordinati diversamente da come lo sono i giorni della settimana. La cosa potrebbe essere interessante, perché l’ordine degli elementi è “acqua, legno, fuoco, metallo (in Giapponese è il kanji di oro), terra”, mentre quello dei giorni ha la sola differenza di portare il fuoco al primo posto, quindi o è un caso o i giorni erano già disposti così e gli elementi ci sono stati messi sopra o forse la preponderanza di Marte come pianeta particolarmente visibile o importante per qualche motivo gli ha fatto avere un posto di preferenza, ovviamente associato al fuoco.
    Invece per Ermete, sempre a quanto adesso leggo, la prima associazione greca degli dei ai pianeti la si ha con Vettilio Valente, verso la fine del II secolo d.C. Ovviamente la cosa è precedente e non so di quanto, ma quella classificazione è abbastanza tarda per potersi diffondere lentamente a Roma e poi negli altri paesi dell’Impero con le facce degli dei di quel tempo. Poi si ebbe l’identificazione tra Mercurio ed Odino. In verità l’analogia per mezzo della saggezza mi sarebbe più chiara tramite Ermete Trismegisto, che ad un certo punto fu assimilato a Mercurio, ma sembra che già Cesare e Tacito parlino di Odino associandolo a Mercurio, pur riconoscendolo come maggiore divinità dei pantheon germanici.

  6. avatar Vobby scrive:

    Cesare nel de bello gallico dedica alcune pagine alla descrizione delle divinità sia celtiche che germaniche, e in entrambi i casi adopera nomi romani. Per un uomo della sua epoca non ci sono quindi dubbi sul fatto che gli dei siano gli stessi ovunque, e che si riconoscano attraverso il culto. Comunque, checchè ne dica wikipedia, è perfettamente lecito ritenere che molti popoli antichi abbiano diviso il tempo (l’anno) per 7 senza nemmeno dare nomi ad astri diversi da sole e luna: i primi calendari che molte civiltà utilizzarono erano lunari, divisi cioè in 13 mesi di 28 giorni. Si ha così un anno di 364 giorni, divisibile esattamente in 52 settimane. Anche il mese di 28 giorni, a differenza di quello di 30, è divisibile per 7 giorni. Nella Bibbia si è scritto della settimana molto prima che gli ebrei venissero in contatto col mondo ellenistico e romano, e mi sembra plausibile ritenere che questo valga anche per altre civiltà. La settimana cinese sembrerebbe avallare questa idea. Il cielo e l’anno sono identici su tutto il globo, le popolazioni lo hanno potuto dividere per sette independentemente l’una dall’altra. Per questo il discorso religioso mi sembra particolarmente significativo. Il 7 compare in alcuni fra i più importanti miti e riti greco-romani: i figli di Crono che Rea partorisce e che vengono divorati sono 5, infine nasce zeus, il 6°, che uccide Crono, la settima potenza.
    I Saturnalia erano una festa durante la quale veniva celebrata appunto la caduta di Saturno ad opera di Giove, ed avevano una durata di 7 giorni, dal 17 al 23 dicembre. Con le divinità Pelasgiche, i Titani, si aveva l’assoluta identificazioni fra potenze relative ai giorni e agli astri: esistevano 14 fra titani e titanesse, e in coppia presiedavano i giorni della settimana e le relative stelle. Non si sa granchè di loro ma, lo schema dovrebbe essere più o meno questo:
    – Teia o Tia e Iperione, a capo del Sole, che presiedevano alla luce;
    -Dione e Crio a capo di Marte, che presiedevano alla crescita;
    -Meti e Ceo a capo del pianeta Mercurio, che presiedevano alla saggezza;
    -Teti e Oceano a capo di Venere, che presiedevano all’amore;
    -Rea e Crono a capo del pianeta Saturno, che presiedevano alla pace;
    -Selene, la luna.
    Dobbiamo inserire in questo schema un equivalente di Giove che i greci hanno preferito dimenticare, volendo ritenere Zeus e la sua mitologia una divinità esclusivamente propria.

  7. avatar ad.6 scrive:

    Il cielo è uguale su tutto l’emisfero boreale, relativamente. Ma comunque parliamo di popolazioni molto a nord dell’equatore, per cui…
    Comunque non so cosa dica Wikipedia sulla suddivisione in sette giorni della settimana o del mese in ventotto, ma la ragione è quella, ovviamente. E nemmeno so se ci sono popolazioni che non hanno settimane di sette giorni (immagino che ce ne siano state)! Sarebbe interessante trovarne!
    Invece, nonostante la matrice comune del computo dei giorni e della loro attribuzione alle divinità, continuo a credere che i nomi dei giorni germanici e simili, in generale, siano di derivazione latina (impiantata per analogia delle divinità). La motivazione più semplice può essere il fatto che le popolazioni “barbare” non conoscessero la scrittura, cosa che li ha portati a dar rigore e tramandare i giorni e i mesi come faceva la popolazione che la scrittura gliel’aveva fatti conoscere. Dopotutto la stessa, identica cosa è successa al Giappone che ha dimenticato il computo antico dei suoi giorni (o i loro nomi) nel momento in cui ha acquisito la scrittura e con essa parte della tradizione dalla Cina.

  8. avatar Vobby scrive:

    I Germani avevano la scrittura runica. Anche i celti possedevano la scrittura, la stragrande maggioranza dei popoli conquistati dai romani possedeva la scrittura, conosciuta e utilizzata per lo meno dalle classi dirigenti.
    E’ successo che un popolo abbandonasse il proprio computo dei giorni per adottare quello romano. Nel gallese attuale, che è una lingua celtica, i nomi dei giorni della settimana derivano da quelli latini anche per assonanza (qualcosa tipo lundyn, martdyn, se ricordo bene). Proprio questo dettaglio mi fa pensare che i nomi dei giorni delle altre civiltà non derivino dal dominio romano. Il calendario antico è scandito da feste religiose, sono quindi i sacerdoti a possederne la conoscenza e a decidere se cambiarlo o meno. I romani per prima cosa latinizzavano le classi dirigenti, infatti i nomi celtici ricordano quelli latini. I germani entravano in contatto con l’impero attraverso la via dell’ambra, ma in nessun modo la cultura latina toccava i centri culturali e religiosi germanici, che infatti hanno mantenuto i propri nomi. In ogni caso, l’uomo conta i giorni dell’anno e guarda il cielo da prima che nascesse la cultura romana. Non è così assurdo ritenere che il calendario, i suoi nomi e giorni siano nati nel neolitico in un centro culturale\religioso indoeuropeo e che da lì si sia diffuso in tutta europa. Oppure (secondo me più probabile, considerando la settimana pelasgica e i suoi Titani) gli indoeuropei hanno adottato il calendario comune ai popoli del mediterraneo che mano mano andavano conquistando o con cui si assimilavano.

  9. avatar ad.6 scrive:

    Avevano sicuramente degli alfabeti runici, che però caddero in disuso dopo l’arrivo dell’Impero Romano, con esercito, alfabeto latino, ius e cristianesimo: sicuramente abbastanza per soppiantare qualsiasi cosa, facendo in modo che permanessero tracce più o meno significative, come accade tuttora.
    Poi, proprio per il fatto che il calendario fosse in mano ai sacerdoti, quando ce n’erano, questo cambiò radicalmente con l’avvento del cristianesimo, che prese inesorabilmente piede in tutta Europa, assieme al calendario Giuliano, a quello Gregoriano, a proposito del tempo. Ed Impero e cristianesimo furono un’unica cosa per molto tempo, intaccando insieme la cultura giuridica, religiosa, ecc. di popoli governati e confinanti.
    Poi è chiaro che ben prima dei romani esistevano già i calendari e che con ogni probabilità erano simili tra di loro, almeno se si parla dei popoli di origine vagamente indoeuropea, ma credo si dovrebbe prima trovare un calendario pre-romano.
    Ad ogni modo, cercando un po’, ho trovato, com’era plausibile, che la settimana di sette giorni ha origine in Caldea (quindi origini semitiche e tutt’altro che indoeuropee), di qui agli ebrei (non a caso Abramo si dice venisse da Ur), ai fenici, da questi ai greci e da questi ultimi ai romani. Infatti nella Repubblica Romana si utilizzava la settimana di otto giorni, per poi essere sostituita con la settimana greca di sette giorni. Con il cristianesimo, che in buona parte riprendeva la religione ebraica ed in buona parte la filosofia greca, si diffuse in tutto l’impero quello stesso computo dei giorni. Lì dove arrivò più tardi, semplicemente si tradussero i nomi delle divinità.
    Per capire anzi quanto sia posteriore, in Europa, l’utilizzo della settimana di sette giorni, basti pensare che venne ufficializzata da Costantino solamente ne 321 D.C. e, da lì, imposta a chiunque dai cristiani.

  10. avatar Vobby scrive:

    Uhm. Interessante. Grazie per le precisazioni, posso togliermi dalla testa l’idea della settimana indoeuropea, era chiaramente sbagliata. Però resta la storia dei 14 titani pelasgici, che precedono i Greci. Potrebbe restare valida l’idea di Graves (“I sette pilastri della saggezza” è il capitolo di un suo libro) per cui dividere il tempo per 7 è un’espediente nato prima delle civiltà storiche dell’età del bronzo, in un costesto religioso matriarcale comune nel bacino del mediterraneo (per il fatto che il 7 è un numero legato al mese di 28 giorni, che è sia fase lunare che ciclo mestruale, quindi luna divinità femminile ecc.). A questo punto voglio vedere quali erano gli antichi nomi ebraici dei giorni: dal momento che gli ebrei hanno un solo dio non ha senso dare importanza ai 7 astri. O agli ebrei è giunta la settimana quando ancora erano politeisti? E se il 7 esiste in astronomia ma non nella religione, perchè è così importante nei Saturnalia?
    E’ bello che tu esista, sai sempre tutto di tutto e più di tutti, ma lo fai in modo gentile.

  11. avatar ad.6 scrive:

    Grazie mille per quello che mi dici, anche se non lo merito^^.
    Ad ogni modo resta molto interessante e valida l’idea che la suddivisione dei giorni in gruppi di sette abbia origine dal mese lunare di ventotto giorni, a sua volta connesso in buona parte con la società matriarcale paleolitica. Il conto dei giorni degli ebrei è abbastanza scontato, in verità, se si pensa da una parte alla Genesi e dall’altra al loro monoteismo: sono, in ordine, primo giorno, secondo giorno, …, sesto giorno, giorno del riposo. Questo ha anche un parallelo con la settimana del latino ecclesiastico che, per chiare ragioni, non presenta nomi di nessuna divinità e che presenta dominica, feria secunda, …, feria sexta, sabbatum. Il sabato si smise di festeggiare da Paolo di Tarso (con la predicazione ai genitli) in poi.
    Sicuramente, però, il popolo ebreo, agli albori, è stato fortemente matriarcale. Infatti è molto probabile che all’inizio la divinità che sarebbe diventata unica fosse in realtà doppia, maschile e femminile, volitiva ed amorevole: d’altra parte la “misericordia” di Dio è la rachum, in ebraico, e viene proprio dalla parola rachem, ossia utero. È proprio questa loro origine, che deve averli “indotti” ad usare la settimana di sette giorni e a rendere questo numero così mistico, all’incontro con la preponderante astrologia caldeo-babilonese.
    Per quanto riguarda i Saturnalia, poi, non so granché, se non quello che studiai a suo tempo. Ricordo vagamente che erano una festa imposta non ricordo quando che iniziava e finiva il 17 dicembre, forse la festa più importante dell’anno. Poi, crescendo in popolarità, si estesero per sette giorni, fino al solstizio d’inverno, più o meno il 23 dicembre. Forse hanno fermato le feste il 23 per non creare il ponte con la festività del Sol Invictus il 25, ma davvero non saprei!
    Comunque questo è un argomento davvero interessante!

  12. avatar Lalla scrive:

    Per qualche ragione che fatico a comprendere ho deciso di inserirmi in questa conversazione condividendo con voi il modo di tradurre i giorni della settimana in arabo.. Come ad.6 ha giustamente affermato sopra, sì, in altre lingue i giorni della settimana si basano principalmente sui numeri. Ma almeno posso farvi vedere che li so XD
    الأحد – Al-Ahad Domenica, dalle stesse radicali di “uno”
    الإثنين – Al-Ithnayn Lunedì, dalle radicali di “due”
    الثلاثاء – Al-Thulaathaa’ Martedì, da “tre”
    الأربعاء – Al-Arbi’aa’ Mercoledì, da “quattro”
    الخميس – Al-Khamiis Giovedì, da “cinque”
    الجمعة – Al-Jum’ah Venerdì, “sorprendentemente! non dalla radice del numerale “sei”, ma dalle radicali Jm’ che indicano la collettività, il raccogliersi insieme. Nello specifico il raccogliersi insieme per la preghiera colletiva del venerdì.
    السبت – Al-Sabt Sabato, che immagino venire dall’ebraico (del resto sono entrambe lingue semitiche). In più vi comunico che le uniche altre parole riportate dal dizionario con la radice sbt sono Sabat= cestino, canestro, paniere e Subaat= sono profondo, torpore, letargo.
    Mi piacerebbe confrontare come vengono chiamate in arabo le varie dività greche, latine e nordiche.. Spero di farlo, un giorno XD

    PS la traslitterazione è un po’ approssimativa, ma dovrebbe rendere l’idea. ;)

  13. avatar ad.6 scrive:

    Ah, che bello! Ecco anche l’arabo! Per la radice… sicuramente Subaat è lo Shabbat ebraico, visto che vuol proprio dire “smettere di fare qualcosa” o anche, poi, “riposare”. Per il paniere non lo so. Durante lo Shabbat si mangia un pane dolce, ma probabilmente non c’entra niente.
    Aspetto con ansia di conoscere i nomi delle divinità del mondo in arabo :)!

  14. avatar Azazello scrive:

    Che furbi sti arabi però. Chiamare i giorni 1, 2, 3, 4 e 5 è una cosa che, per banale che possa apparire, non è venuta in mente a nessuno. xD

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