“Elezioni”. Avevo avuto solo un’altra idea per il titolo, ma NON volete saperla, quindi beccatevi la scontatezza e siate felici.
postato il 31 mag 2011 in Cazzi e mazzi personalida Deluded Wiseman
Ragazzi, votare è proprio bello. Ok, il mio è un parere falsato, perché è la prima volta che voto, e, dopo una lunga e sofferta sequela di elezioni perdute dalla fazione giusta(non sbagliata, và), ero abbastanza convinto che anche la mia prima volta col voto sarebbe stata un po’ come altre proverbiali prime volte, del tipo che tu ti appresenti tutto gasato e preparato, e poi finisce che devi scontrarti con la dura realtà, e scoprire che, a dispetto di quanto speravi, le cose non vanno sempre come vuoi tu, e ti senti terribilmente impotente(ogni riferimento alle vostre prime scopate è assolutamente voluto). E invece, stavolta, sorpresa delle sorprese, cambia qualcosa. All’improvviso, uno schieramento che va dai 99 Posse a mio nonno (berluschino deluso prima e poi astenuto adottato dopo), passando per Comunisti, moderati, scettici e forse pure qualche ex-fascio, compie il miracolo e ridà vita a un sentimento di sana sinistra che pare resuscitato all’improvviso, dopo essere stato brutalmente ucciso dalla buffa gestione Iervolino. Io spero che non sia resuscitato come l’Araba fenice, che pare non capire mai i suoi errori e continua a morire con cadenza regolare, né come Goku &friends, che continuano a combattere sempre uno alla volta mentre gli altri si fanno le seghe mentali nella capa loro, ma piuttosto come gli zombie, che una volta che sono rinati gli devi solamente sparare nel cranio, o sono cazzi amari per tutti. Ed è bello sapere, sono sicuro che lo proviate tutti, ma forse lo noto ancora di più io che sono ero un verginello elettorale(!), che in quell’65% di cosacchi che, anche se senza cervello, hanno lo stesso capito che la disastrosa sinistra napoletana, quatta quatta, era diventata subito destra, ci sei anche tu. Anche se l’avversario è sotto del 30%, anche se sapete che voi e tutte le persone che conoscete avreste potuto benissimo votare Mastella e nulla sarebbe cambiato, è sapere che la cartuscella che avete messo nello scatolone, insieme a altre millemila forse ha scritto il futuro di questa città, o comunque ne ha cancellato uno che sembrava già scritto con parole di fuoco, sebbene sgrammaticate e prive di condizionali corretti.
Il rito della voto ha il suo fascino. Qui, alla faccia della pappetta insipida che non si sa come, diventa il corpo del Cristo onnipotente; qui veramente c’è una trasformazione che ha del sacro. Tu entri in una scuola, un posto mediamente squallido, mediamente asettico e spartano, ma disseminato dei segni del vano tentativo di renderlo confortevole e familiare(vedi alla voce:”tristissimi cartelloni sulla pace nel mondo”); ti rechi in una stanza, accolto da persone totalmente random, che ti identificano, e ti mandano in una cabina, con la tua matita e il tuo foglietiello; a quel punto, fai un paio di X belle calcate e storte, per affermare con decisione il tuo voto contro ogni possibile scrutatore fantasioso; scarabocchi un paio di nomi, vergognandoti per quando un eventuale scrutatore burlone, si farà beffe della tua grafia, e passi 30 secondi imbambolato, riflettendo se il cognome era con De, o con Di; decidi di votare Esposito, che uno sicuro ce ne sta; esci dalla cabina, meni il foglietiello in uno scatolo di volgarissimo cartone, saluti le persone random, esci dalla scuola, torni a casa. Niente di così epico, a ben vedere. E invece, questo rito ha qualcosa di portentoso: ogni X, e non devo dirvelo io(ma lo faccio)sta per “io vivo qui, pago le tasse e dico che si deve fare così, e voglio potermi lamentare; voglio potermi lamentare se perdo, voglio potermi lamentare se vinco e le cose non vanno come credevo.” Un foglietiello non è niente, manco una scatolone pieno lo è, ma mille fogliettielli, in mille scatoloni di cartone, in mille classi di mille squallide scuole sono, transformèscion che manco Gesuccristo col vino, la volontà di un popolo. E magari è inutile perché sono tutti comprati, magari comunque non serve a niente perché a volte sono davvero tutti uguali, magari non lo sono ma i fra poteri forti, la crisi, Pisapia, tarantell, cos, niente cambia lo stesso; però perlomeno è la volontà di un popolo che si muove, parla, e vuole che, in modo o nell’altro, le cose si facciano rendendogli conto. E scusate se è poco! E infatti, in pieno fomentodavoto-mode, quello che vedevo all’interno del seggio non era il semplice rito di cui sopra, ma più o meno questo: un lungo corridoio, di marmo bianco, costeggiato da file di eburnee colonne neoclassiche. I busti dei grandi della democrazia, da Rousseau a Calamandrei, che mi fanno l’occhiolino mentre avanzo fra le colonne, ignorando speranzoso i busti di coloro che compravendono voti, o comunque votano alla cazzo di cane, i quali mi trolleggiano dalla seconda fila. Alla fine, giungo in questo sontuoso salotto, dove, fra l’approvazione composta e rispettosa delle persone morte perché io fossi lì, un tizio che somiglia a Sean Connery da vecchio mi consegna cerimoniosamente una lastra di basalto con i simboli delle liste sopra; entrato nella cabina, che è una specie di confessionale in mogano con ghirigori dorati a forma di Abramo Lincoln, marchio a fuoco la mia fiera X sulla lastra(ok,ok, sulle lastre si incide, ma mi piaceva l’immagine della marchiatura a fuoco, e non potevo certo fantasticare su un scheda elettorale in pelle di vacca). Ripongo la scheda in questa sorta di Arca dell’Alleanza, con tanto di musica epica sotto(quel coretto celestiale che fanno nei film quando trovano il tesoro/luogo segreto ed esoterico), e torno a casa, fiero, ma non tanto speranzoso. E invece, guarda un po’, ti accorgi che il giorno dopo si è avverato un altro miracolo della democrazia: la gente, un po’ in tutta Italia, pare tornata a vedere, e finalmente tornano i conti, si colma quel curioso gap fra l’odio e il disprezzo che, dalle persone intelligenti, dal mondo della cultura seria e dall’estero investono il sistema Berlusco-centrico, e la vergognosa sequela di vittorie che continuava a riportare, a colpi di mazzette ma non solo, da anni. Certo, non dobbiamo ringraziare che lui, e la maniera in cui ha gargantuescamente iniziato, di recente, a cagare fuori dal vaso, portando al limite della vergogna e oltre tutte le pratiche politiche e propagandistiche che da sempre lo contraddistinguono; al punto che, fra un Tg che non può più nascondere i fatti, una satira intelligente e incessante(alla quale do una certa importanza), sparate e mosse che si commentano da sole e la miseria che incombe, scoprendo gli altarini, forse è tornata il bene della vista anche a coloro che davanti agli occhi portavano nongià fette di prosciutto, ma interi suini parmensi.
Almeno credo, può anche darsi che mi stia ingannando del tutto. “Lo scopriremo soolo vivendoo” (in falsetto). Per esempio il 12 e 13 giugno c’è l’atto secondo, vediamo se gli italiani si scetano solo quando il rischio è di vedersi cacare nel giardino di casa, o se riusciamo a vedere le cose in prospettiva. Speriamo.
Che tristezza, quando ho iniziato il post ero molto più gasato.